Come aprire la partita IVA: il primo mese, giorno per giorno
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La partita IVA si apre in una mattina, e il modulo è gratuito. Quello che costa caro sono le scelte che lo accompagnano e che nessuno ti spiega: quale codice ATECO indicare, se entri nel regime forfettario, in quale gestione INPS finirai, cosa succede alla NASpI se la stavi prendendo e come funziona la fattura elettronica dal primo giorno. Questa guida segue l'ordine reale, dalla settimana prima dell'apertura al giorno in cui deciderai di chiudere.
L'essenziale
- L'apertura è gratuita: modello AA9 all'Agenzia delle Entrate per le ditte individuali e i professionisti, comunicazione unica al Registro delle imprese se sei artigiano o commerciante.
- Il codice ATECO decide la gestione INPS, il coefficiente del forfettario e a volte le autorizzazioni. Sceglilo con calma.
- Nel regime forfettario non applichi l'IVA, paghi un'imposta sostitutiva ridotta e, nei primi anni, un'aliquota ancora più bassa se rispetti i requisiti.
- I contributi INPS dipendono dalla gestione: gestione separata in percentuale sul reddito, artigiani e commercianti con un minimo fisso anche a reddito zero.
- Se prendi la NASpI, decidi prima di aprire: puoi chiederne l'anticipo in un'unica soluzione o, entro certi limiti, conservarla in parte.
1. La settimana prima dell'apertura
Arrivare all'apertura con quattro risposte pronte evita la maggior parte degli errori. Scrivile prima di compilare qualsiasi modulo:
- Cosa farai esattamente, in una frase. Da lì nasce il codice ATECO.
- Quanto pensi di incassare il primo anno. Da lì capisci se il forfettario fa per te.
- A chi fatturerai: privati, aziende o entrambi. Cambia la ritenuta e il modo di incassare.
- Da dove lavorerai: casa, locale in affitto, a domicilio del cliente. Incide su permessi, SCIA e costi.
Procurati anche SPID o CIE, una casella PEC se ti serve per il Registro delle imprese, e un conto corrente da usare solo per l'attività. Se puoi, prenota un'ora con un commercialista per rivedere quelle quattro risposte: è l'ora più redditizia di tutto il percorso.
2. Scegliere bene il codice ATECO
Nel modello di apertura indichi il codice ATECO che descrive il tuo lavoro. Sembra un campo come un altro, ma si porta dietro conseguenze per anni.
| Tipo di attività | Esempi | Cosa cambia |
|---|---|---|
| Professionista senza albo | Consulente, grafico, formatore, fotografo | Gestione separata INPS, nessuna iscrizione al Registro delle imprese |
| Professionista con albo | Fisioterapista, psicologo, avvocato, ingegnere | Contributi alla cassa professionale o alla gestione prevista dall'ordine |
| Artigiano | Parrucchiere, estetista, idraulico, meccanico | Registro delle imprese, albo artigiani, gestione artigiani INPS, assicurazione INAIL se previsto |
| Commerciante | Negozio, vendita online di prodotti, bar | Registro delle imprese, gestione commercianti INPS, SCIA al Comune quando serve |
- Puoi avere più codici ATECO se fai cose diverse, per esempio trattamenti e vendita di prodotti. Nel forfettario conta il coefficiente di ciascuno.
- Se esiti tra due codici, scegli quello dell'attività principale e aggiungi l'altro solo se lo userai davvero.
- Cambiarlo è possibile con una variazione, ma le scelte sbagliate su contributi e coefficienti del passato restano da sistemare.
3. I contributi INPS: quale gestione e quanto
Il sistema contributivo dipende dal tipo di attività, non da una scelta tua:
- Gestione separata per i professionisti senza cassa: paghi una percentuale del reddito, solo se c'è reddito.
- Gestione artigiani e commercianti: c'è un contributo minimo fisso, dovuto anche a reddito zero, più una percentuale sulla parte che supera il minimale.
- Casse professionali per chi è iscritto a un albo con cassa propria: regole e scadenze le fissa la cassa.
- Riduzione per i forfettari artigiani e commercianti: puoi chiedere uno sconto sui contributi, che però riduce anche la pensione futura. Va richiesta, non è automatica.
I contributi si versano in acconto e saldo insieme alle imposte, salvo le rate fisse di artigiani e commercianti. Sono interamente deducibili dal reddito, anche nel forfettario.
4. Forfettario o ordinario, e la fattura elettronica
Chi parte da solo con incassi contenuti entra quasi sempre nel regime forfettario, se rispetta i requisiti di legge su soglia di ricavi, redditi da lavoro dipendente e partecipazioni.
| Situazione | Cosa succede |
|---|---|
| Forfettario | Niente IVA in fattura, imposta sostitutiva sul reddito calcolato con un coefficiente, contabilità semplificata |
| Forfettario nei primi anni | Aliquota agevolata se l'attività è davvero nuova e non prosegue un lavoro precedente |
| Superamento della soglia | Uscita dal forfettario, dall'anno successivo o subito se lo sforamento è ampio |
| Regime ordinario | IVA in fattura, liquidazioni periodiche, IRPEF a scaglioni sul reddito effettivo |
La fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari: si emette tramite il Sistema di Interscambio, con un programma o il servizio gratuito dell'Agenzia. Sulle fatture senza IVA sopra una certa cifra va applicata la marca da bollo.
5. Ritenuta d'acconto, acconti e saldo
Se sei un professionista in regime ordinario e fatturi ad aziende o altri titolari di partita IVA, il cliente trattiene una ritenuta d'acconto e la versa per te. Nel forfettario, invece, le fatture si emettono senza ritenuta, indicandolo in fattura.
- Il primo anno non paghi acconti, perché non c'è un reddito dell'anno precedente: tutto arriva l'anno dopo, insieme al saldo e al primo acconto. Metti da parte i soldi fin dalla prima fattura.
- Dal secondo anno imposte e contributi si versano in saldo e in due acconti, con il modello F24.
- Nella dichiarazione dei redditi si fanno i conti finali: ritenute e acconti si scalano da quanto devi.
6. Le spese: cosa conta e cosa no
Qui il regime scelto cambia tutto.
| Spesa | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Contributi previdenziali | Deducibili | Deducibili |
| Affitto del locale, materiale, software | Già compresi nel coefficiente, non si scaricano | Deducibili se inerenti |
| Telefono e internet a uso misto | Già compresi nel coefficiente | Deducibili in parte |
| Lavoro da casa | Già compreso nel coefficiente | Una quota delle utenze, in proporzione |
| Auto | Già compresa nel coefficiente | Deducibile in misura limitata, salvo attività specifiche |
| Computer, attrezzatura | Già compresi nel coefficiente | Ammortizzati in più anni, con eccezioni per i beni di piccolo importo |
Nel forfettario il fisco presume i tuoi costi applicando il coefficiente del codice ATECO: se le tue spese reali sono molto più alte, il regime ordinario può convenire. Fai il conto con il commercialista prima di scegliere.
7. Se prendi la NASpI
Avere la disoccupazione all'avvio è un vantaggio, a patto di muoverti prima di aprire. Le strade principali sono due:
- Anticipo in un'unica soluzione. Ricevi in una volta l'importo residuo della NASpI per avviare l'attività. Va chiesto entro un termine preciso dall'inizio dell'attività e, se poi torni a lavorare come dipendente prima della scadenza, potresti doverlo restituire.
- Compatibilità con il lavoro autonomo. Entro un limite di reddito annuo puoi mantenere la NASpI in forma ridotta, comunicando all'INPS il reddito previsto entro un termine breve dall'apertura.
Le regole cambiano e dipendono dalla tua situazione: parlane con un patronato o con l'INPS prima di aprire. Non comunicare l'avvio dell'attività può farti perdere la prestazione.
8. Il calendario del primo anno
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Prima di iniziare | Apertura della partita IVA, iscrizioni a Registro delle imprese e INPS se servono, SCIA se l'attività la richiede, conto dedicato |
| A ogni incasso | Fattura elettronica e accantonamento per imposte e contributi |
| Ogni trimestre | Rate fisse INPS se sei artigiano o commerciante; liquidazioni IVA se sei in ordinario |
| Estate dell'anno dopo | Dichiarazione dei redditi, saldo e primo acconto di imposte e contributi |
| Autunno dell'anno dopo | Secondo acconto |
Segna tutte queste date nel calendario il giorno stesso dell'apertura, con un avviso una settimana prima. Il ravvedimento per i ritardi è possibile, ma costa ed è evitabile. Per calcolare quanto chiedere in modo da coprire tutto questo, trovi il metodo in come fare i prezzi.
9. Come chiudere la partita IVA
Se il progetto non decolla, chiudere bene è importante quanto aprire bene:
- Agenzia delle Entrate: comunicazione di cessazione entro trenta giorni dalla fine dell'attività.
- Registro delle imprese e INPS: cancellazione se eri iscritto come artigiano o commerciante, altrimenti il contributo minimo continua a maturare.
- Gli obblighi dell'ultimo anno restano: dichiarazione dei redditi, saldo di imposte e contributi e conservazione delle fatture.
Tieni tutti i documenti: servono in caso di controlli e, se un giorno riaprirai, per dimostrare la tua storia contributiva e i requisiti delle agevolazioni.
Domande frequenti
Quanto costa aprire la partita IVA?
L'apertura in sé è gratuita. I costi arrivano dopo: contributi INPS, imposte, eventuali diritti camerali per chi si iscrive al Registro delle imprese e il commercialista, se ti affidi a uno.
Posso avere la partita IVA ed essere dipendente?
Sì, in generale. Per il forfettario però ci sono limiti legati al reddito da lavoro dipendente e al rapporto con il datore di lavoro. Verificali prima di aprire.
Nel forfettario devo emettere fattura elettronica?
Sì, oggi la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, salvo eccezioni residue. Si emette tramite il Sistema di Interscambio.
Mi serve un commercialista?
Non è obbligatorio: l'apertura si fa online. Ma un errore sul codice ATECO, sul regime o sulla gestione INPS costa più della consulenza. Almeno, fai rivedere le scelte prima di inviare.
Cosa succede se apro la partita IVA in ritardo?
Se hai già lavorato senza partita IVA, quei compensi vanno regolarizzati con sanzioni e potresti perdere agevolazioni come l'aliquota ridotta dei primi anni. Per questo conviene aprire prima della prima fattura.